Loznitsa e il recupero di un fondo cinematografico eccezionale

10 Settembre 2026

SERGEI LOZNITSA, TRE GRANDI CINETECHE ITALIANE E IL RECUPERO DEL PIÙ GRANDE FONDO DOCUMENTARISTICO REALIZZATO DA UNA TROUPE STRANIERA IN UNIONE SOVIETICA

All’Italian Pavilion si racconta la genesi di Imperium, il film promosso dall’AAMOD e selezionato alla 83a Mostra del Cinema di Venezia 

Si è tenuto lunedì 7 settembre 2026 all’Italian Pavilion della Mostra del Cinema di Venezia il panel ‘Quando l’archivio è un bene comune’ che ha visto riuniti il maestro Sergei Loznitsa, al festival nel Fuori concorso con la sua nuova opera Imperium, e i rappresentanti delle tre grandi cineteche internazionali, AAMOD – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, Archivio Luce, Cineteca Nazionale, che hanno reso possibile la realizzazione di questa grande coproduzione internazionale. 

Le tre cineteche per la prima volta hanno collaborato insieme al recupero, restauro e digitalizzazione di un fondo cinematografico inedito conservato dall’AAMOD: immagini girate da un gruppo di cineasti italiani tra il 1970 e il 1973 attraverso le più remote regioni dell’Unione Sovietica. 50 anni dopo quelle immagini inedite riemergono, affidate a un maestro del cinema, Sergei Loznitsa che, invitato nel 2024 durante il festival UnArchive a far visita all’Archivio, ne riconobbe subito la sorprendente unicità. Un viaggio in un continente fisico, filmico, politico, stupefacente e rivelatorio.

Moderato da Cristiana Paternò, Presidente del Sindacato Critici Cinematografici, introdotto dal saluto di Bruno Zambardino della DGCA del Mic, il panel ha visto i saluti istituzionali del presidente di Cinecittà Antonio Saccone, del CSC – Cineteca Nazionale Gabriella Buontempo e dell’AAMOD Vincenzo Vita. 

Protagonisti dell’incontro il regista Sergei Loznitsa, con Luca Ricciardi, Responsabile Produzioni AAMOD, Steve Della Casa, Conservatore della Cineteca Nazionale, Enrico Bufalini, direttore Archivio Luce, e i produttori Giovanni Pompili per Kino Produzioni e Anne-Claire Martin per Essential Filmproduktion.

Per Antonio Saccone, Presidente di Cinecittà: ‘Il film di Loznitsa è ‘un’operazione straordinaria che racconta l’impero sovietico con notevoli parallelismi con l’attualità. Più di quanto si immagini. E l’archivio ha questa funzione, non solo di volgere lo sguardo al passato, ma di cogliere quelle che possono essere le sfide del futuro’. Saccone ha ricordato come Cinecittà abbia destinato, grazie al Ministero e ai fondi europei del PNRR ben oltre 15 milioni di euro per ristrutturare e digitalizzare l’archivio Luce Cinecittà. 

Per Gabriella Buontempo, Presidente CSC – Cineteca Nazionale ‘Questa è la più significativa delle collaborazioni che abbiamo avuto fra i tre grandi archivi. Sono molto lieta perché grazie all’ottimo rapporto con Manuela Cacciamani e Antonio Saccone, anche il rapporto tra Fondazione Centro Sperimentale e Cinecittà sta diventando sempre più un bel viaggio da fare insieme, perché attraverso la memoria si costruisce il futuro. E attraverso la formazione creeremo anche quelli che sono i filmmaker del domani. Sono obiettivi che solo insieme, grazie a una grande unità e compartecipazione si possono portare avanti e questo film lo rappresenta’.

Per Vincenzo Vita, Presidente AAMOD: ‘Questa collaborazione è fondamentale, per una questione anche di grande attualità, perché siamo nell’età piena di rischi, piena anche di virtù, ma certamente insidiosa, delle intelligenze artificiali. E il corpo a corpo avviene proprio su quali contenuti possono costituire la struttura cognitiva delle intelligenze artificiali. Si apre una sfida inedita, che può vedere una collaborazione fattiva tra gli archivi, perché gli archivi possono diventare un riferimento dialettico essenziale in questa vicenda. Sicuramente, se gli archivi continueranno con questa buona pratica, daranno un contributo essenziale per addomesticare le intelligenze artificiali, renderle più umane. E rendere la macchina parte integrante di un nuovo umanesimo’. 

Sergei Loznitsa ha raccontato: ‘Per me è stato un onore enorme riunire i tre archivi per fare questo film. Quando Luca Ricciardi mi invitato in archivio è stata una giornata memorabile. Mi ha mostrato 10 minuti di riprese in bianco e nero ambientati in Uzbekistan, sono rimasto basito e ho chiesto: ne avete ancora? Luca mi ha fatto vedere la descrizione dei filmati in cui venivano riportate oltre 50 location. Non sapevamo cosa ci fosse di preciso, perché il materiale non era ancora stato digitalizzato. 

Per un anno e mezzo ho ricevuto ogni mese un’ora circa di materiale scannerizzato, incredibilmente bello, che a me sembravano delle cronache marziane. Quando abbiamo ricevuto tutto il materiale, ci siamo seduti con la montatrice e abbiamo realizzato la versione di tre ore. Si apriva al mio sguardo un paese in cui ho vissuto, ma che non conoscevo. In URSS la troupe italiana viaggiava sotto l’occhio attento del KGB e non poteva filmare tutto. in Unione Sovietica quando mettevi la camera in strada per filmare le persone, capivi subito che paese fosse. I cineasti italiani sono riusciti a fare molto di più, hanno raggiunto luoghi in cui ai cineasti sovietici non sarebbe stato permesso andare. Si tratta di un rarissimo caso in cui non ho scovato il materiale, ma il materiale ha scovato me. Un fondo enorme. Si tratta forse della più grande produzione documentaristica realizzata da una troupe straniera in Unione Sovietica”. 

Per il futuro aggiunge: ‘Abbiamo montato anche una versione di sei ore e quindi potremmo fare una serie. La struttura sarebbe diversa, la vedo già davanti a me. Mi impegno a fare tutto il possibile per questo progetto, sperando nel vostro aiuto. Quando ho montato il film, seguendo l’assetto drammaturgico, non ho potuto includere tutti i materiali bellissimi che ho trovato. Direi che questo è solo l’inizio’.

Luca Ricciardi, responsabile Produzione AAMOD, ha raccontato la genesi del progetto, nato dalla visita di Loznitsa all’AAMOD durante l’Unarchive Film Festival, e dalla scoperta da parte del regista di un fondo cinematografico di decine di ore girato in Unione Sovietica da un gruppo di cineasti italiani tra il 1970 e il ’73. Tra gli autori del tempo l’antropologo Diego Carpitella, Luigi Di Gianni, Folco Quilici, Giuseppe Ferrara, Rudi Assuntino, Giorgio Arlorio, Gianni Bonicelli.  ‘Quando è nata questa scintilla, questa idea, Sergei era entusiasta. Voleva farne un film. Ma il fondo era quasi completante in pellicola. Il suo recupero e la sua digitalizzazione avrebbero comportato uno sforzo enorme. Ci incontrammo allora con Enrico Bufalini e con Steve Della Casa, proprio qui a Venezia, due anni fa e decidemmo molto rapidamente che questa era l’occasione per avviare una grande collaborazione. La prima tra queste tre cineteche. 

Abbiamo definito quest’operazione “archivio bene comune”, perché pensiamo veramente che l’archivio, sia esso di proprietà pubblica o di proprietà privata, sia un bene di cui tutti devono poter beneficiare e che quindi insieme dobbiamo contribuire a rendere sempre più accessibile e utilizzabile’. 

Per Enrico Bufalini, direttore Archivio Luce ‘L’Archivio Luce nasce in fondo come produttore di documentari, Il lavoro di un archivio audiovisivo è quello di produrre. Siamo entrati in questa operazione come coproduttori, mettendo appunto a disposizione una parte di produzione e il lavoro dell’archivio. In questa commistione, gli archivi storici sono fondamentali perché conservano materiali che non esauriscono la loro funzione, ma vengono conservati, recuperati. rimontati in nuovi film e questo fa sì che quelle immagini non raccontino solo il passato, ma anche, oggi, fatti del presente. Possiamo dire che l’archivio non è il luogo dove le immagini terminano, ma è il luogo dove il cinema ricomincia a produrre’.

Steve Della Casa, Conservatore Cineteca Nazionale commenta: ‘Credo che l’entusiasmo sia qualcosa di fondamentale quando si lavora nel cinema, non è solamente una questione di dati, di capitali investiti. Pensare di aver contribuito a far fare a Sergei Loznitsa questo film credo sia una cosa importante anche perché ha fatto sì che si unissero delle cineteche, delle forze. E ci abbiamo messo un quarto d’ora a trovare l’accordo’. Della Casa ha ricordato un altro progetto tra cineteche europeo che vede coinvolta la Cineteca Nazionale, il recupero di materiali conservati a Roma (anche a Cinecittà) Parigi, Madrid e Monaco, che produrrà la ricostruzione mai vista del Don Chisciotte di Orson Welles, a 40 anni dalla morte del regista.

Giovanni Pompili, di Kino Produzioni: ‘Penso che essere produttore voglia dire essere a supporto di una visione. Sono entrato nel progetto quando era già instradato, Sergei aveva già iniziato a montare. Per me è stata un’esperienza inedita. Devo ringraziare Rai Cinema, che ha supportato subito il film, e Cinecittà, che non solo ha supportato fin dall’inizio il film, mettendo a disposizione i propri laboratori, ma che è entrata anche nella compagine produttiva. Sono solo onorato di fare parte di questo film’.

IMPERIUM è un film promosso dall’AAMOD, ed èil risultato di un’ampia coproduzione europea tra Germania – Essential Film, Italia – Kino Produzioni con Rai Cinema, Luce Cinecittà e con la partecipazione di CSC – Cineteca Nazionale, Francia – Société Parisienne de Production, con ARTE France, e Lituania – Studio Uljana – distribuzione internazionale Coproduction Office. 


La foto in home page è di Jacopo Salvi
Courtesy of Archivio Storico La Biennale di Venezia